mercoledì 2 aprile 2008








sentire Roberto Fiore definirsi anticapitalista e antimperialista mi fa venir la voglia di abbonarmi al Wall Street Journal dopo avere invaso San Marino

martedì 1 aprile 2008

Petting politico spinto

Inauguro una nuova rubrichètta che vuole accompagnarci alle Magnifiche Sorti e Progressive del 14 aprile.








La Santanché ogni tanto le spara così grosse che sembra un bambino che tira una puzzetta in un ascensore pieno di gente e poi si guarda intorno soddisfatto per vedere l'effetto che fa...

Aderite numerosi, por favor


In difesa delle associazioni per i diritti umani in Colombia

I sottoscritti sono estremamente preoccupati per l’immediato pericolo di vita nel quale versano centinaia di dirigenti di associazioni in difesa dei diritti umani colombiane che hanno organizzato la grande manifestazione contro il Terrorismo di Stato in Colombia dello scorso sei marzo, alla quale hanno preso parte attiva centinaia di associazioni della società civile colombiana e oltre 300.000 persone.

A seguito delle dichiarazioni del consigliere del presidente Álvaro Uribe, José Obdulio Gaviria, che ha bollato la manifestazione come “organizzata dalle FARC”, gli squadroni della morte del gruppo paramilitare che firma le proprie azioni come "Aguilas Negras" hanno assassinato in rapida sequenza quattro dirigenti sindacali e di ONG che avevano promosso la manifestazione, ne hanno sequestrati altri due, minacciato direttamente altri 40, mentre decine di altri versano in immediato pericolo di vita.

Ci uniamo pertanto al MOVICE (Movimento Nazionale delle Vittime dei Crimini di Stato) e a decine di altre sigle della società civile colombiana, nell’esigere le dimissioni di José Obdulio Gaviria, personaggio da più parti accusato di essere organico sia al paramilitarismo che al narcotraffico, ma che continua ad essere tra i più stretti collaboratori del presidente Álvaro Uribe.

Chiediamo inoltre ai governi dell’Unione Europea e al Parlamento Europeo, nonché ai governi latinoamericani, di effettuare urgenti pressioni sul governo colombiano perché difenda l’integrità fisica di tutte le persone sotto minaccia, individui e fermi gli autori dei quattro omicidi e degli altri crimini che si attribuiscono a gruppi paramilitari che il governo colombiano sostiene essere da tempo smobilitati.

Per adesioni inviare una mail a: solidaridadmovice@gmail.com

Acá el testo en castellano del Llamado urgente en defensa de las asociaciones para los DDHH en Colombia.

En Français: Appel Urgent Défense Droits de l’Homme Colombie

Promotori:

Annalisa Melandri, traduttrice
Gennaro Carotenuto, storico, Università di Macerata
Guido Piccoli, scrittore, giornalista
Stella Spinelli, giornalista Peace Reporter

Primi firmatari:

Luigi Ciotti, sacerdote, Italia
Noam Chomsky, linguista, MIT, Stati Uniti
Gianni Minà, giornalista, Italia
Beppe Grillo, comico, Italia
Frei Betto, scrittore, Brasile
Martín Almada, premio Nobel Alternativo per la Pace 2002, Paraguay
Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo, Italia
Jose Luíz Del Roio, senatore, Italia/Brasile
Francesco Martone, senatore, Italia
Ramon Mantovani, deputato, Italia
Meri Lao, musicista e scrittrice, Uruguay-Italia
Hernando Calvo Ospina, giornalista Le Monde Diplomatique, Colombia/Francia
Maurizio Matteuzzi, giornalista Il Manifesto, Italia
Raúl Zibechi, giornalista, Uruguay
Maurizio Chierici, giornalista L’Unità, Italia
Meir Margalit, storico, Israele
Emanuele Giordana, giornalista, Italia
Luciano Scateni, giornalista, scrittore, Napoli
Antonio Vermigli, Rete Redié Resc, Italia
Santiago Alba Rico, scrittore, Spagna
Rocco Altieri direttore Quaderni Satyagraha, Italia
Mario Amorós, storico e giornalista, Spagna
Atilio Borón, filosofo, Argentina
Stella Calloni, scrittrice e giornalista, Argentina
Mario Casasús, giornalista, Messico
James Cockroft, accademico e scrittore, Canada
Geraldina Colotti, giornalista il Manifesto
Marinella Correggia, scrittrice, Italia
Heinz Dieterich, sociologo, Germania/Messico
Carlos Fernández Liria, Universidad Complutense de Madrid
Jeff Halper, antropologo, Israele
Celia Hart Santamaria, giornalista, scrittrice, Cuba
Martin E. Iglesias giornalista, presidente Selvas.org
Gilberto López y Rivas, antropologo, Messico
Loredana Macchietti, editore, Italia
Antonio Mazzeo, giornalista e saggista
Antonio Moscato, Università di Lecce
Harald Neuber, giornalista, Germania
James Petras, sociologo, Stati Uniti
Higinio Polo, giornalista, professore, Barcellona, Spagna
Bernardo Reyes, scrittore, poeta, Temuco, Cile
Francesco Romanetti, giornalista Il Mattino, Italia
Paolo Rossignoli, editore Edizioni Achab, Italia
Ursula Salwa, casa editrice Intra Moenia, Polonia
Pascual Serrano, giornalista Spagna
Gino Solito, direttore amministrativo Intra Moenia, Italia
Carlos Tena, giornalista, Spagna
Juan Torres López, economista, Spagna
Ivonne Trías, scrittice e giornalista, Uruguay
Marco Tropea, editore, Italia
Pepe Viñoles, artista plastico e giornalista,Svezia/Uruguay
Attilio Wanderlingh, giornalista, editore, Napoli
Aldo Zanchetta presidente Fondazione Neno Zanchetta (Lucca)
Roberto Zanini, giornalista Il Manifesto
Anibal Quijano, professore, Perù - Usa
Maurizio Acerbo, deputato Italia
Enzo Apicella, vignettista, Italia
Daniel Viglietti, musicista, Uruguay
Angelo Stefanini, medico, professore, Osservatorio sulla salute globale, Italia
Tana de Zulueta, politica, Italia
Alex Zanotelli, Missionario comboniano
Antonio Melis, Professore di Letterature ispanoamericane, Università di Siena, Italia


Associazioni:

Abuelas de Plaza de mayo
LIBERA - associazioni nomi e numeri contro le mafie
PAX CHRISTI - movimento cattolico internazionale per la pace
AFADEM/FEDEFAM Associazione dei Familiari dei Detenuti scomparsi e Vittime delle Violazioni dei Diritti Umani Messico
Associazione A Sud
LIMEDDH Lega Messicana per la Difesa dei diritti Umani
Osservatorio per la Pace del Comune di Capannori (Lucca)
Rete di Solidarietà Colombia Vive!
Terre des Hommes Italia
Rete Redié Resc
WENUYKAN, Amicizia con il popolo Mapuche
Associazione nazionale Nuova Colombia
Amisnet, agenzia radiofonica
Associazione Latinoamericana di Cremona, ONLUS
Associazione Onlus "Uno sguardo verso Sud", Ferrara
Nuestro Canto, Santiago, Chile
Fòrum per la Memòria del País Valencià
Proyecto Colombia Siglo XXI - ONG
Comité Oscar Romero, Madrid, España
Comunidades cristianas populares, Estado español
Comunidad de vanguardia obrera, Madrid, España
Federación de comités de solidaridad con África negra, España
Diario Colombia
Associazione culturale Baobab, Opera (MI), Italia
Testimone di pace, Ovada (AL), Italia
Colectivo de Colombianos Refugiados en España- COLREFE
Associazione Culturale Chico Mendes, Roma, Italia
Asociación de Refugiados latinoamericanos y del Caribe ARLAC, Belgica
Agrupación de exPresas y exPresos Políticos, V Región Valparaiso, Chile
Comision Etica contra la Tortura, Chile
Coordinadora Nacional de exPresas y ExPresos Politicos, Chile.
Soldepaz.Pachakuti
Asamblea por la Paz. Siero. Asturias.
COSAL
Unión Universal Desarrollo Solidario
Coordinadora Popular Colombiana en París
Associazione “Marianella Garcia Villas” di Sommariva Bosco (CN)
Asociación Latinoamaricana de Derechos Humanos, Gotemburgo, Suecia
Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG)
Corriente Izquierda socialista Rosario
Amigos de la PAZ en COLOMBIA y en el MUNDO
SolidalTour
Sinistra Critica
Taller Andino de Comunicacion Popular - Agencia de los Pueblos En Pie
G.A.MA.DI. Organizzazione scientifica culturale
La VOCE mensile del G.A.MA.DI.
Comité de Solidaridad con América Latina de Xixon-Asturies

Più 'n là c'è 'l muro



Lontano da tutti...


http://www.voisietequi.it:80/iosonoqui/2cf66099.html

venerdì 28 marzo 2008

Genetliaco




... e sono 34... quest'anno ne sento il peso, per considerazioni mie di otto anni fa...

comunque aviso importante: chiunque sia in giro in centro stasera ha un cicchetto pagato, frequentatori manifesti di questo blog, ma spero soprattutto lurkers (cioè quelli che leggono ma non commentano). A ogni lurker doppia razione presentandosi dal narratore e dicendo la frase segreta di delurking: "mai dire una bugia quando puoi cavartela a forza di stronzate"

Nell'immagine, una cosa che mi sono regalato per compleanno (oltre all'ascolto in loop di questo pezzo: http://www.menomalechesilvioce.it): cuore di pasta trafitta da pastelli

venerdì 21 marzo 2008

Giochi di Pechino

A proposito di voto utile



L’Umbria è una regione piccola attribuendo SOLO sette senatori. Ma spiega perfettamente quanto avevamo studiato nell’articolo più ampio al quale rimando. La cosa è semplicissima e non fa venire l’emicrania. Il PD è quasi sicuro di arrivare primo al Senato avendo un vantaggio di 7.5 punti sul PDL ma purtroppo la SA manca il quorum per appena lo 0.5%. Se così finisse, per il premio di maggioranza il PD prenderà QUATTRO senatori, mentre TRE andranno al PDL e ZERO alla SA.

Ma se lo 0,5% dei lettori umbri si spostasse dal PD (o da chiunque) alla SA, allora la coalizione bertinottiana farebbe il quorum e la distribuzione dei seggi sarebbe: QUATTRO al PD, DUE al PDL, UNO alla SA. Quindi è evidente che se una parte di elettori del PD scegliesse di votare in maniera aritmeticamente utile, non danneggerebbe il proprio partito, che rimarrebbe con 4 senatori, ma ne farebbe perdere uno al PDL.

Allora qui qualcuno dovrebbe decidersi:

1) per l’area SA: se PD e PDL sono uguali, allora dovrebbe sperare che SA non faccia il quorum e non prenda il senatore. Facendo il quorum infatti, paradossalmente, favorirebbe la Grosse Koalition.

2) per l’area elettorale PD: davvero non volete avere niente a che fare con i trinariciuti? Davvero meglio un Ciarrapico in parlamento piuttosto che un Giordano o un Migliore?

Come addendo resto impressionato dal fatto che secondo questo sondaggio lo spostamento maggiore in due anni sia il dimezzamento della cosiddetta sinistra radicale.



[...]

Per farla breve le cose al Senato stanno così: Il Porcellum è così brutto e antidemocratico che ci sono casi nei quali un elettore del PD favorisce il proprio partito votando la Sinistra Arcobaleno e viceversa.
Per un esempio pratico, il caso dell’Umbria, vedi qui.


Alla Camera, brevemente, arrivando primo il PD, questo avrebbe una comoda maggioranza del 55% dei seggi, non più condivisa con la sinistra radicale e gli alleati centristi minori (Mastella, Dini…), ma solo con Italia dei Valori. Se il PD non dovesse arrivare primo (l’ultimo sondaggio disponibile qui dà 42.5 al PDL e 38.4% al PD) quella maggioranza toccherebbe a Berlusconi. Alla Camera è pressoché sicuro che solo quattro liste, PD e PDL (più coalizzati), Sinistra Arcobaleno e UDC supereranno il quorum del 4%. Un quinto soggetto, La Destra, dato dai sondaggi intorno al 2%, ha qualche lontanissima possibilità di fare un quorum che vale un trentina dei 290 deputati che toccano a tutte le opposizioni. Ovviamente meglio va La Destra (e l’UDC) più possibilità di vincere ha il PD. Voto di disturbo è invece quello al partito socialista, a Giuliano Ferrara o alle varie listine a sinistra della Sinistra Arcobaleno. Insomma: alla Camera è tutto abbastanza facile e ognuno può prendersi le sue responsabilità.

I problemi, come tutti sanno, sono al Senato. E qui la rottura delle coalizioni li ha complicati moltissimo. In particolare ci sono due problemi. Il primo è che il premio viene attribuito alla prima forza di OGNI regione. Il secondo è dato dal fatto che SA e UDC, entrambe date nei sondaggi nazionali appena al di sotto del quorum dell’8% (buono per il Senato) riusciranno a starvi sopra in alcune regioni e saranno fuori in altre. Quindi per capirci, ci saranno regioni dove la minoranza dei seggi sarà attribuita ad una sola forza, in altre a due, in altre ancora a tre. Un caos.

Dopo il divorzio tra PDL e UDC, il PD è in vantaggio sicuro in Emilia-Romagna e Toscana ma dovrebbe farcela anche in Umbria, Marche e Basilicata. La partita è aperta con diverse sfumature in Abruzzo, Campania, Sardegna, Calabria, Liguria e Piemonte mentre è sostanzialmente chiusa a favore della destra in Lombardia, Veneto, Friuli, Lazio, Puglia e Sicilia. Ma se capire chi sarà primo regione per regione non è impossibile e sondaggi vengono proposti ovunque, ben più difficile è capire se SA e UDC faranno il quorum nelle diverse regioni.

I calcoli possibili sono migliaia, e una delle variabili più nefaste e meno democratica è proprio quella che imbizzarrisce i risultati del Senato a seconda di chi e dove raggiunge un quorum molto alto, posto all’8%. Per capirci, se l’UDC o la SA passano in una regione dal 7.99% all’8.01% o viceversa spostano non solo i loro seggi ma anche quelli di altri partiti in maniera sostanziale. In teoria una famiglia di elettori che arriva tardi da una scampagnata potrebbe far scattare o meno il quorum di un partito in una singola regione, spostare così anche una decina di seggi e ribaltare la maggioranza nazionale.

Detto questo ci sono alcuni possibili orientamenti che un elettore “normale” di centrosinistra può recepire pur se con estrema prudenza. In particolare ve n’è una: ognuno deve informarsi sui risultati della propria regione (quelli del 2006, o i sondaggi) per cercare di capire chi arriverà primo tra PD e PDL. Inoltre dovrà capire quante possibilità ha nella propria regione la SA di fare il quorum e frullare come segue questi dati:

1) Nelle regioni dove il PD prenderà sicuramente più voti del PDL al Senato (le tipiche regioni rosse ma non solo), votare Sinistra Arcobaleno a Palazzo Madama vuol dire sottrarre seggi a Berlusconi. Spiegheremo perché.

2) Ma attenzione: in tutte le regioni dove si prevede che la SA non arrivi all’8%, votarla vuol dire numericamente favorire SEMPRE Berlusconi.

3) Nelle regioni dove sicuramente vincerà la PDL, tutto dipende dalle possibilità della SA di superare il quorum regionale. Se voti in una regione dove la SA farà sicuramente il quorum, non ci sono calcoli: potrai votare secondo le tue inclinazioni e i seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra PD e SA, entrambi all’opposizione. Se sono regioni dove la SA non arriva all’8% si ricade al punto 2.

Se ti basta questo orientamento puoi smettere di leggere. Da qui in avanti vedremo di capire materialmente come ciò sia possibile.

Nelle 17 regioni (tutte meno Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige) che attribuiscono un premio di maggioranza (del 55% dei seggi al partito primo arrivato) se due soli partiti superano il quorum questi si spartiscono tutti i seggi, 55% al primo e 45% al secondo. Se a superare il quorum saranno più soggetti, la primo partito resterà sempre il 55% mentre il 45% verrà redistribuito con risultati imprevedibili.

Per capirci, facciamo un caso di scuola. Mettiamo che in una regione inesistente, che chiameremo Porcella, si attribuiscano 100 seggi. In realtà la regione che attribuisce più seggi è la Lombardia con 47, ma Porcella ci semplifica la cose. Dovendo attribuire 100 seggi, e sapendo che al partito primo arrivato il Porcellum attribuisce il 55% dei seggi è chiaro che nella Porcella questo prenderebbe esattamente 55 seggi (a meno di non avere più del 55% di voti, ma è un evento poco probabile che non considereremo).

Facciamo alcuni casi di scuola nei quali elimineremo per semplificare ulteriormente l’UDC:

1) Porcella è una regione rosa. Vince il PD ma la SA non fa il quorum. In questo caso il PD avrà 55 seggi, il PDL 45 e la SA 0.

2) Porcella è una regione rossa. Vince il PD e la SA fa il quorum. In questo caso il PD avrà sempre 55 seggi, la PDL (più o meno) 37 e la SA 8. Nota come a parità di rapporti di forza tra i due maggiori il rapporto tra i seggi si stravolga.

3) Porcella è una regione azzurra. Vince il PDL e la SA fa il quorum. In questo caso il PD avrà circa 37 seggi, il PDL 55 e la SA 8.

4) Porcella è una regione nera. Vince il PDL ma la SA non fa il quorum. In questo caso il PD avrà 45 seggi, il PDL 55 e la SA nessuno. Occhio, in questo caso vale con l’UDC quello che vale per SA al punto 2. Se la SA non fa il quorum, ma lo fa l’UDC, i voti a SA sottrarrano seggi al PD e favoriranno la PDL. Teoricamente al PDL potrebbe perfino convenire far convogliare propri voti superflui sulla SA per amplificare quest’obbiettivo.

E’ evidente che il caso più importante è il secondo. Per il PD la presenza di SA in Senato aumenta moltissimo il vantaggio sul PDL. Tornando dai numeri alla terra è quella differenza che regione rossa per regione rossa può (nell’ipotesi che Silvio Berlusconi vinca alla Camera) impedire alle destre di avere un’ampia maggioranza al Senato e governare comodamente per cinque anni. Ma al di là dei calcoli personali, e tutto questo articolo lo dimostra, voteremo con una legge indecente.


(www.gennarocarotenuto.it)

venerdì 7 marzo 2008

Tutto torna




11:22 “Come mai la Sinistra Arcobaleno non candida operai?”
Il Pd attacca la Sinistra Arcobaleno, che non ha candidato nelle sue liste in Piemonte l’operaio della Thyssen Ciro Argentino. “L’esclusione che dimostra la strumentalità delle critiche rivolte al Pd” dice Vincenzo Vita candidato al senato nel Lazio. Stesse critiche anche da Paolo Nerozzi, sindacalista candidato al Senato nelle liste del Partito Democratico.

14:51 Argentino: “Ho scelto io di non candidarmi”
“Ho scelto volontariamente di non candidarmi alle elezioni politiche per evitare qualunque strumentalizzazione della vicenda della Thyssen a fini elettorali”. Così l’operaio Ciro Argentino, a proposito delle polemiche sulla sua esclusione dalle liste della sinistra arcobaleno.


Della serie: voce del verbo "maramaldeggiare"...

ismi


Vittima







Vittimista

giovedì 6 marzo 2008

Garantisti dei miei coglioni



Come mai quest'uomo è ancora in carcere e tutti gli "opinion makers" del mio serbatoio di spermatozoi non dicono niente?
Eggià, non siamo tutti uguali mi sa... un poveraccio in tuta d'acetato è sempre un poveraccio, mica un rispettabile "imprenditore" in fresco lana...